Guida in stato di ebbrezza

Le casistiche, le sanzioni, le conseguenze

L’art. 186 Codice della strada

La guida in stato di ebbrezza è un reato, ed è regolamentato dall’art. 186 del Codice della strada. Il comma 2 dell’art. 186 Cds è suddiviso in tre diversi punti con conseguenze che cambiano a seconda del tasso alcolemico rilevato:
illustriamo nello specifico le tre differenti fasce alcoliche:

  • 0,5 – 0,8: nel caso in cui sia stato accertato un tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro (g/l); si prevede una sanzione amministrativa da euro 531 a euro 2.125, decurtazione di 10 punti e la sospensione della patente di guida da 3 a 6 mesi. 
  • 0,8 – 1,5: Nel caso in cui sia stato accertato un valore alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro (g/l); si prevede un’ammenda da euro 800 a euro 3.200 e l’arresto fino a 6 mesi, decurtazione di 10 punti e sospensione della patente di guida da 6 mesi a 1 anno;
  • Più DI 1,5: Nel caso in cui il valore del tasso alcolemico sia stato accertato in misura superiore a 1,5 grammi per litro (g/l); si prevede un’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e l’arresto dai 6 mesi a 1 anno, decurtazione di 10 punti e della sospensione della patente di guida da uno a due anni.

Qualora il veicolo appartenga a una persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata. Nel caso sia stato provocato un incidente le sanzioni sono raddoppiate in aggiunta verrà applicato il fermo amministrativo del veicolo, salvo che non appartenga a terzi estranei all’accaduto.


Cosa si fa quando ci si è messi al volante nonostante qualche bicchierino di troppo?

Mettersi alla guida in stato di ebbrezza non costituisce solo una violazione del Codice della Strada ma può configurare anche un‘ipotesi di reato.

RIFIUTARSI DI SOTTOPORSI ALL’ETILOMETRO PEGGIORA LA TUA SITUAZIONE

All’art. 186 Cds al comma 7: il rifiuto di sottoporsi ad accertamenti configura una fattispecie autonoma di reato essendo sufficiente la manifestazione dell’indisponibilità da parte del trasgressore. La Cassazione, sez. IV, 07/02/2018, con pronuncia n. 10555 ha inoltre equiparato al rifiuto di sottoporsi ad accertamento alcolemico, la condotta di chi simula per tre volte di soffiare nell’etilometro.


L’etilometro e la sua funzionalità

L’etilometro viene utilizzato per misurare la quantità di alcool contenuta nel sangue mediate l’analisi dell’aria espirata dai polmoni. L’esame per essere preciso va ripetuto due volte a distanza di almeno 5 minuti l’una dall’altra.

Se hai il sospetto che l’etilometro non sia stato tarato bene (ad es. se il valore delle misurazioni oscilla da un test all’altro), hai il diritto di recarti in ospedale e sottoporti a un esame di sangue. L’esame di sangue è più accurato rispetto all’alcol test. Pertanto, costituirà un’ottima prova per dimostrare che l’etilometro non era una fonte attendibile di prova.

La  Cassazione Pen, Sez. Unite, 29 gennaio 2015 ha precisato che laddove le forze di polizia non provvedessero ad enunciare i diritti del presunto trasgressore nonché il diritto di quest‘ultimo ad eseguire i controlli in presenza del proprio avvocato i test possono essere resi nulli per vizio di forma.

Cosa succede se sei avvocato e risulti positivo all’alcoltest?

IL comportamento privato tenuto dal professionista integra violazione dei canoni deontologici qualora assuma rilevanza esterna e possa incidere negativamente sul prestigio, la dignità e il decoro della intera classe forense (CNF 15 marzo 2013, n.41).

L’art. 5 del codice deontologico forense, enuncia che:

“L’avvocato deve ispirare la propria condotta all’osservanza dei doveri di probità, dignità e decoro.

  1. Deve essere sottoposto a procedimento disciplinare l’avvocato cui sia imputabile un comportamento non colposo che abbia violato la legge penale, salva ogni autonoma valutazione sul fatto commesso.
  2. L’avvocato è soggetto a procedimento disciplinare per fatti anche non riguardanti l’attività forense, quando si riflettano sulla sua reputazione professionale o compromettano l’immagine della classe forense.

III. L’avvocato che sia indagato o imputato in un procedimento penale non può assumere o mantenere la difesa di altra parte nello stesso procedimento.”

Nonostante la condotta non riguardi strictu sensu l’esercizio della professione, ogni comportamento che può comportare una perdita di credibilità dell’immagine dell’’avvocatura lede gli elementari doveri di probità, dignità e decoro.

Comportando così il rischio di ritrovarsi sanzioni disciplinari quali la sospensione dell’esercizio dell’attività.


La soluzione al reato della guida in stato di ebbrezza: i lavori di pubblica utilità

Una volta ricevuto il decreto penale di condanna si potrà presentare atto di opposizione, allegando la richiesta di sostituire la pena patteggiata con quella del “lavoro di pubblica utilità”.

Sarà cura dell’imputato trovare un ente iscritto alle convenzioni con il Tribunale competente e presentare il piano di riabilitazione approvato.

Lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità consegue l’estinzione del reato, la riduzione alla metà della sanzione accessoria della sospensione della patente di guida e la revoca dell’eventuale confisca del veicolo sottoposto a sequestro.

Sono previste alcune limitazioni allo concessione del lavoro di pubblica utilità:

  • non può essere applicato a coloro che abbiano provocato incidenti;
  • può essere accordato una sola volta;
  • risulta sempre necessario il consenso dell’imputato;

Il lavoro di pubblica utilità ha durata corrispondente a quella della sanzione detentiva concretamente irrogata e della conversione della pena pecuniaria, equiparando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilità.

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