Per non finirci dentro

Può capitare di cadere, mentre si sta pedalando, a causa di una buca.

In questo caso che cosa è meglio fare e cosa dobbiamo assolutamente evitare per scongiurare che dopo il danno arrivi anche la beffa?

Quando si cade in bici o anche a piedi a causa di una buca o a un’irregolarità del manto stradale non è scontato ottenere poi il giusto risarcimento. Anzi, l’ente custode di quella strada farà di tutto per negare ogni addebito. La Cassazione si è più volte pronunciata fino a stabilire la responsabilità oggettiva del custode della strada: in parole povere, se il ciclista cade sulla buca, non dovrà più dimostrare l’insidia ma solo che quella buca ha causato la caduta e i danni lamentati. Dal canto suo, una volta provata la “dinamica” dell’incidente da parte della vittima, l’ente potrà sollevarsi dalla responsabilità solo se riuscisse a dimostrare il “caso fortuito”, che in questo caso sarebbe dato dalla responsabilità della vittima stessa.

Ipotesi dopo ipotesi

A questo punto guardiamo ancora meglio la situazione, analizzandola per punti:

  1. Se il ciclista dimostra di essere caduto su quella buca e a causa di quella ha subito quel danno, deve essere risarcito, salvo che il custode della strada non riesca a dimostrare che sia caduto per sua esclusiva colpa (ad esempio per una distrazione non prevedibile dal custode stesso), come si legge nell’ordinanza n. 30394 del 2 novembre 2023.
  2. Davanti al giudice il ciclista dovrà risultare pertanto esente da colpe, poiché una sua responsabilità nel fatto farebbe venir meno l’obbligo dell’ente al risarcimento, il suo dovere di diligenza.In sintesi: una volta appurato che il danno è conseguenza diretta della caduta per causa della buca, bisogna valutare se e quanto il ciclista ci abbia messo del suo. Facciamo un esempio: se è incappato in una buca visibile ed evitabile finendoci dentro per pura distrazione (stava guardando il cellulare o scattandosi un selfie) l’ente che riuscisse a dimostrarlo verrebbe assolto da ogni obbligo. In una parola varrebbe il principio “chi è causa del suo mal…”.
  3. Le contestazioni dell’ente al ciclista potrebbero quindi essere: andava troppo veloce, il tratto è segnalato, le buche erano ben visibili oppure non erano abbastanza profonde per costituire pericolo. E, a quel punto, per il danneggiato tutto si complica, specialmente se è senza testimoni, immagini del luogo o ancora non ha chiamato le forze dell’ordine per accertare lo stato di fatto.
  4. Per questo è importante, in caso di incidenti di questo tipo, fare immediatamente le mosse giuste per non compromettere poi il risarcimento del danno. Motivo di più per non allenarsi in solitudine, non solo per l’aiuto dei compagni in caso di malaugurato incidente, ma anche per avere poi chi possa testimoniare e descrivere la dinamica, dopo aver fotografato il luogo e la scena del sinistro.
  5. Non tutti gli incidenti infatti comportano automaticamente un diritto al risarcimento, specialmente se proprio la condotta del danneggiato ciclista avesse un peso determinante ovvero se la sua negligenza avesse contribuito in modo rilevante al verificarsi dell’incidente. Ovviamente non è dovuto nessun risarcimento anche qualora il ciclista dovesse cadere per un errore di manovra (ad esempio si arruota con il compagno o sbaglia a prendere una curva).

Risarcimento sicuro se…

Ricapitolando, per avere diritto al risarcimento devono concorrere questi tre elementi:

  1. La strada deve avere un pericolo intrinseco (una buca, una feritoia o altre irregolarità potenzialmente idonee a causare una caduta). Chiaramente se la strada è liscia o presenta irregolarità minime, non si potrà imputare la colpa della caduta all’ente manutentore.
  2. Il custode è venuto meno agli obblighi di manutenzione (presenza di buche o feritoie o altri ammaloramenti). Deve prevedere anche eventuali condotte colpose della vittima (distrazioni facenti parte dei normali utilizzi della bicicletta), presupponendo che il ciclista deve poter fare affidamento su strade in buone condizioni di manutenzione.
  3. Il custode non dimostra il caso fortuito, ovvero che il ciclista abbia adottato una condotta imprudente e imprevedibile. Se riuscisse a dimostrare ad esempio che il ciclista viaggiava a velocità elevata su tratto segnalato potrebbe avere la meglio in giudizio.

5 CONSIGLI PER AVERE LA MEGLIO

L’ente custode della strada contesterà tutto, negherà l’evidenza, dirà che le buche erano
segnalate, che c’erano cartelli e il ciclista correva in modo sconsiderato e senza la
prudenza dovuta, o che era distratto, quindi è importante agire subito per non rimanere
vittime una seconda volta.

Ecco cinque consigli utili per ottenere il risarcimento:

  1. Chiamare le forze dell’ordine e far rilevare lo stato dei luoghi
  2. Prendere nota dei testimoni.
  3. Scattare fotografie della buca, della strada e della bici nel punto in cui è caduta, prima di spostarla.
  4. Chiamare l’ambulanza se si hanno lesioni anche lievi (rimettersi in sella potrebbe essere pericoloso e poi l’assicurazione potrebbe contestarci che non l’abbiamo chiamata).
  5. Contattare subito Zerosbatti per farsi guidare fin dalle prime fasi, le più importanti per non rimanere spiazzati quando l’ente negherà ogni addebito.

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