Il diritto di ereditare: come funziona la successione e il testamento

La successione ereditaria: cosa accade dopo la morte

La perdita di un congiunto determina conseguenze giuridiche da affrontare tempestivamente, ed è facile commettere errori data l’emotività del momento.

La morte della persona cara comporta infatti l’apertura della “successione”, ovvero il passaggio di diritti, obblighi e rapporti giuridici dal “de cuius” agli eredi.

Successione testamentaria e successione legittima

In Italia abbiamo due tipi di successione:

  • Testamentaria: quando il defunto ha dettato o scritto le proprie volontà sul testamento, che può essere scritto di pugno o dinanzi al Notaio, scegliendo lui stesso come e a chi assegnare i propri beni.
  • Legittima: in assenza di testamento l’eredità si devolve agli eredi legittimi, ovvero coniuge, figli, parenti fino al sesto grado. Per coniuge e figli sono previste quote di legittima che non possono essere compresse.

In entrambi i casi le “quote di legittima”, spettanti solo ai prossimi congiunti, non possono essere compresse, a prescindere dalle disposizioni testamentarie, con percentuali ben definite.

Nel caso in cui il defunto avesse dato disposizioni che andrebbero a ledere le quote di legittima, moglie, figli, genitori (in assenza di figli) possono impugnare il testamento e ristabilire la corretta spartizione dell’asse ereditario.

Stessa operazione nel caso in cui il de cuius avesse effettuato donazioni dirette o indirette.

Impugnazione del testamento e casi di invalidità

Qualora invece il testamento si avesse il sospetto di falsità o che sia stato estorto con inganno o violenza, o tramite circonvenzione di incapace, è possibile impugnarlo contestandone la validità agendo nei casi più gravi anche penalmente.

Gli eredi chiamati a succedere hanno un termine di dieci anni per accettare o rinunciare all’eredità, ma una volta accettata vi è l’obbligo di effettuare la denuncia di successione, entro un anno dall’apertura della successione, che corrisponde con la data della morte.

I testamenti olografi, ovvero quelli scritti di pugno e non consegnati ad un legale o al notaio, sono i più esposti ad azioni di impugnazione da parte degli eredi legittimi, specialmente quando il defunto nomini erede un soggetto terzo alla famiglia, ciò che sempre più sovente capita, magari per riconoscenza alle cure ricevute negli ultimi anni di vita.

Mediazione e contenziosi ereditari

Le aule di Giustizia dirimono spesso vertenze tra figli o parenti più lontani e soggetti estranei, e in questi casi il processo civile e/o penale deve portare a far emergere le reali volontà testamentarie, unitamente all’eventuale lesione delle quote di legittima, temi sui quali la Giurisprudenza offre un panorama di decisioni non sempre univoche.

In questi casi si aprono contenziosi che potrebbero congelare i beni mobili e immobili per diversi anni, in attesa della Sentenza finale, con tutte le problematiche legate alla gestione di un patrimonio ad esempio immobiliare, con costi di manutenzione, spese, oneri fiscali.

Per questi motivi è sempre bene, oltre che obbligatorio in questa materia, ricorrere alla mediazione, una procedura che spesso può portare a dirimere la vertenza in pochi mesi, con una minima spesa e dispendio di tempo ed energie.

Solo una volta esperiti tutti i tentativi di comporre bonariamente la vertenza si deve necessariamente ricorrere alla Giustizia ordinaria, con costi, tempi e patimenti morali non indifferenti.

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