Acquisto ad alto rischio

Comprare sul web a prezzi più che convenienti nasconde sempre gravi pericoli, che il più delle volte si traducono – in termini legali – in reati penali, come contraffazione o ricettazione. Entriamo nei dettagli con il nostro esperto
Un dato di fatto: le bici costano care e qualunque appassionato potrebbe farsi sedurre da questi capolavori di tecnologia ed estetica, al punto di lasciarsi tentare, pur di poterli esibire nelle proprie uscite con gli amici, dalle proposte via internet, che propongono prezzi sensibilmente ridotti rispetto a quelli delle vie ufficiali.
Cosa c’è dietro
Le vie online sono da evitare poiché il più delle volte (ad eccezione di usati garantiti) si tratta di alternative illecite, con provenienza che possiamo definire “dubbia” per non affermare che certamente acquisteremmo oggetti rubati o contraffatti. Tralasciando il giudizio morale di tali comportamenti, che non fanno che alimentare mercati illeciti, incentivando criminali a compiere reati quali il furto e la contraffazione, dobbiamo comunque tenere ben presente che se compriamo beni di cui non abbiamo più che certezza della provenienza, rischiamo di commettere reati che vanno dalla ricettazione, art. 648 codice penale, all’acquisto di cose di sospetta provenienza (incauto acquisto, art. 712 c.p.), ai quali si aggiunge la contraffazione (art. 473 c.p.).
Dalla multa al carcere
Le pene sono più severe di quanto si possa pensare – arrivano fino al carcere –, ed è un attimo ritrovarsi in un giro di commercio illegale che la Polizia Postale stava già monitorando all’atto dello scambio della bici per il prezzo. A nulla valgono le scuse come, per esempio, la più che comune “non sapevo fosse rubata”, poiché ci sono elementi dai quali le autorità possono dedurre la conoscenza certa della provenienza illecita, facendo scattare l’imputazione per ricettazione.
Processo penale, condanna, spese salate e multa: sono queste le conseguenze che ci toglieranno il sonno per qualche anno. Non ne vale proprio la pena, considerato anche che in bici ci vogliono sempre e comunque le gambe ed esistono oggetti a prezzi più abbordabili con prestazioni che non sono da meno.
Tutte le ipotesi di reato
Acquistare un prodotto di dubbia provenienza può costare caro in base al nostro grado di coinvolgimento psichico, a partire dall’utilizzo a cui destiniamo l’acquisto, se personale o a scopo di rivendita, meno grave il primo, configurante un reato il secondo.
L’elemento soggettivo, vale a dire il grado di consapevolezza, è ciò che distingue la ricettazione (piena consapevolezza della provenienza illecita del bene) dall’incauto acquisto (probabile sospetto).
La differenza tra i due reati è di non poca rilevanza, poiché con la ricettazione si rischiano da 2 a 8 anni, con una multa che può arrivare a 10.329,00 euro, mentre l’incauto acquisto prevede il solo arresto fino a 6 mesi e un’ammenda non inferiore a 10 euro.
Il rischio però di vedersi contestato il primo non è così remoto e dipende da alcuni fattori indiziari, quali l’esorbitante differenza di prezzo pagato (per intenderci se acquistiamo una nota marca di bici del valore di listino di 14.000 euro pagandola 5.000 euro, non possiamo certo sostenere che non fossimo consapevoli della provenienza illecita: si tratta sicuramente di merce rubata o contraffatta).
Ancora, se compriamo una bici a prezzo stracciato di una taglia inferiore alla nostra, è evidente che la destinazione non è un uso personale e pertanto si ricade nuovamente nella ricettazione.
Di non poco conto sono anche le conseguenze per chi commercia in beni contraffatti, le cui pene vanno da 6 mesi a 3 anni, con multe che possono raggiungere i 7.000 euro fino a comportare sanzioni milionarie qualora l’affare sia gestito, ad esempio, da un commerciante importatore (da 20.000,00 euro fino a 1 milione di euro).
Insomma, prima di acquistare una bicicletta, un paio di ruote o anche solo un gruppo, sarebbe bene accertarsi della provenienza, pretendere fattura e garanzia, così da mettersi al sicuro sia sotto il profilo penale sia, e soprattutto, per la nostra sicurezza.
UN FATTO (ANCHE)DI SICUREZZA
L’altro risvolto della medaglia, a mio parere ancora più grave, è il fattore sicurezza, che viene totalmente messa in pericolo, senza alcuna garanzia. Il rischio è di ritrovarsi a terra con una improvvisa rottura o avaria della bicicletta, con gravi danni, il cui ristoro verrà precluso poiché non avremo un soggetto sul quale rivalerci. Le bici o i componenti contraffatti o rubati o comunque provenienti da mercati illeciti non hanno alcuna garanzia di affidabilità e potrebbero cedere all’improvviso, causando gravi lesioni.
In quel caso, però non avremmo alcun modo di pretendere un risarcimento o attivare una garanzia, non potendo
invocare alcuna tutela salvo che l’acquisto sia avvenuto in un negozio autorizzato quindi, oltre al pericolo di improvvisi incidenti (solo questo aspetto dovrebbe dissuaderci da questo tipo di acquisti) seguirà il secondo danno, poiché non avremo alcun soggetto contro cui rivalerci.
(Link a pdf)